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	<title>Counseling Archivi - STEFANIA RUSSO</title>
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	<description>Consulente Educativo-Familiare &#124; Counselor &#124; Facilitatore in Costellazioni Familiari e di Processi Relazionali</description>
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	<title>Counseling Archivi - STEFANIA RUSSO</title>
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		<title>“Quando le persone si dissolvono… il dolore invece resta?”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 09:27:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[violenza psicologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È capitato anche a me quando avevo vent’anni&#8230;  Studiavo all’università e incontrai un giovane uomo sul treno Torino-Milano. Iniziammo a frequentarci durante le mie e le sue trasferte a Torino, c’era una bella intesa, ma all’improvviso non si fece più sentire. A quei tempi si aveva solo il numero di telefono di casa e/o del lavoro. Sparito! Inutile telefonare, la risposta era sempre la stessa: “non è in casa”. Il tempo trascorse con nuove conoscenze, gli studi, il lavoro, nuovi interessi, nuove relazioni… consapevole che si poteva lasciare andar ciò che non ne valeva, e la lontananza ha aiutato. Oggi invece come funziona?   La storia di Ella Ella venne da me per un percorso di counseling, non riusciva ad essere serena dopo la fine della sua relazione, nonostante fosse passato del tempo.   Cosa accadde? Mi raccontò che il suo ex senza una spiegazione si allontanò definitivamente, dopo un messaggio che lei gli scrisse perché sentiva che quello era l’unico modo per comunicare con lui. Quando Ella gli chiedeva di parlare al telefono o di vedersi, lui trovava mille scuse e giustificazioni o addirittura non dava nessuna risposta. Trascorse un lungo periodo di silenzio, Ella sperava che una pausa potesse servire ad entrambi o che lui si rifacesse sentire anche solo con un messaggio, invece… il nulla!. Mi disse che quel tempo le era servito per capire che poteva vivere senza di lui e si stava riprendendo pian piano la sua vita, ma ad un tratto ecco che riappare!   In che modo? Tramite i social-media, tutti sappiamo (bene o male) come funzionano… un like, un cuoricino, una visualizzazione ad una storia, ed ecco che tutti gli equilibri di Ella, che si stavano ricreando, si sgretolano. Ella entra in crisi nuovamente, si chiede il perché di quell’apparizione, che non motiva l’abbandono silenzioso e inizia a stare male. Negli ultimi anni, questo modo di comportarsi è molto diffuso, non solo tra coppie, ma anche tra amici e colleghi, un fenomeno che ha preso spazio poiché la comunicazione avviene in gran parte online.    &#8220;Diventare un fantasma” Ebbene sì!  Le persone codarde e insicure sono sempre esistite. Non assumersi le proprie responsabilità, in un rapporto o in una relazione attraverso uno schermo o un cellulare, è molto più semplice. Una scappatoia che, però, porta a conseguenze dolorose da non sottovalutare, sia per i malcapitati sia per i tormentatori. Il ghosting (appunto fantasma), è una tattica aggressiva e immatura utilizzata da uomini e donne per concludere una relazione, ignorando ogni tipo di comunicazione e contatto con la persona con cui si stavano frequentando. Sparire senza dare spiegazioni, non è una novità, è sempre esistito, tuttavia un fenomeno psicologico di questo tipo, nell’era di internet, è diventato sempre più virale e i più coinvolti sono sicuramente i giovani. Questo perché i social consentono uno scambio di messaggi continuo, e talvolta eccessivo, anche in assenza di un rapporto reale tra le persone, ma soprattutto hanno eliminato la differenza che c’era un tempo tra sentirsi a distanza e parlarsi dal vivo. Non sembra così anomalo, oggigiorno, comprendere quanto sia semplice e immediato non assumersi la responsabilità delle proprie azioni, oppure passare dal vedersi e sentirsi tutti i giorni al silenzio totale.   Ritornando a Ella… La giovane donna si è ripresa in mano la sua vita partendo da lei. È stata la soluzione a quella situazione che la tormentava, ha riconosciuto che “non è una vittima”, ma che è solo caduta in una dinamica tossica e malsana di una persona che ha paura del confronto e del conflitto, ma soprattutto che lui stesso, molto probabilmente, ha paura dell’abbandono, si sente un insicuro e quindi non all’altezza. (foto di Alessandro Casale) Dopo il percorso insieme, per Ella pensare al suo femminile è stato come il fluire nelle acque. Quell’energia purificante che scorre dentro di noi e che ci porta verso altri orizzonti e verso altri saperi, che ci rigenera e ci dà vita, per rifiorire giorno dopo giorno… si è data del tempo per i suoi hobby, uscire più spesso e frequentare nuove persone, ha iniziato un’attività fisica di gruppo, soprattutto ha lasciato andare l’uomo che la teneva ancora vincolata a lui.   Come? Interrompendo i contatti su tutti i social e chat online, non facile da fare e da accettare, ma necessario per liberarsi da queste persone che come, appunto, fantasmi si aggirano su queste piattaforme e ti fanno sentire sempre il loro controllo emotivo, che a tutti gli effetti non ti lascia vivere la tua serenità. &#8220;è stato come il fluire nelle acque. Quell’energia purificante che scorre dentro di noi che ci porta verso altri orizzonti e verso altri saperi, che ci rigenera e ci dà vita, per rifiorire giorno dopo giorno&#8221;     Se hai avuto a che fare con il “fantasma” in questione, e senti il bisogno di stare bene e vivere la felicità che meriti, contatta un professionista che possa aiutarti. (Prossimamente troverete, sempre qui sul Blog, un articolo sul profilo del fantasma).     "Un ringraziamento a colui che con le sue immagini ha reso vive le emozioni e il racconto della storia più autentico, con leggerezza ha dato valore all'esperienze vissute donando loro un corpo". (foto di Alessandro Casale: "la Nebbia" per la cover e "il Bagno" per la citazione)</p>
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									<h5>È capitato anche a me quando avevo vent’anni&#8230; </h5><p>Studiavo all’università e incontrai un giovane uomo sul treno Torino-Milano. Iniziammo a frequentarci durante le mie e le sue trasferte a Torino, c’era una bella intesa, ma all’improvviso non si fece più sentire. A quei tempi si aveva solo il numero di telefono di casa e/o del lavoro.</p><p>Sparito! Inutile telefonare, la risposta era sempre la stessa: “non è in casa”.</p><p>Il tempo trascorse con nuove conoscenze, gli studi, il lavoro, nuovi interessi, nuove relazioni… consapevole che si poteva lasciare andar ciò che non ne valeva, e la lontananza ha aiutato.</p><p>Oggi invece come funziona?</p><h5> </h5><h5><span style="color: #b968f7;"><strong>La storia di <em>Ella</em></strong></span></h5><p><em>Ella</em> venne da me per un percorso di counseling, non riusciva ad essere serena dopo la fine della sua relazione, nonostante fosse passato del tempo.</p><h6> </h6><h6><strong>Cosa accadde?</strong></h6><p>Mi raccontò che il suo ex senza una spiegazione si allontanò definitivamente, dopo un messaggio che lei gli scrisse perché sentiva che quello era l’unico modo per comunicare con lui. Quando <em>Ella</em> gli chiedeva di parlare al telefono o di vedersi, lui trovava mille scuse e giustificazioni o addirittura non dava nessuna risposta.</p><p>Trascorse un lungo periodo di silenzio, <em>Ella</em> sperava che una pausa potesse servire ad entrambi o che lui si rifacesse sentire anche solo con un messaggio, invece… il nulla!.</p><p>Mi disse che quel tempo le era servito per capire che poteva vivere senza di lui e si stava riprendendo pian piano la sua vita, ma ad un tratto ecco che <u>riappare</u>!</p><h6> </h6><h6><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2364" src="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2022/10/social_triste-e1666098294779-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" srcset="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2022/10/social_triste-e1666098294779-300x212.jpg 300w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2022/10/social_triste-e1666098294779.jpg 481w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />In che modo?</strong></h6><p>Tramite i social-media, tutti sappiamo (bene o male) come funzionano… un like, un cuoricino, una visualizzazione ad una storia, ed ecco che tutti gli equilibri di <em>Ella</em>, che si stavano ricreando, si sgretolano.</p><p><em>Ella</em> entra in crisi nuovamente, si chiede il perché di quell’apparizione, che non motiva l’abbandono silenzioso e inizia a stare male.</p><p>Negli ultimi anni, questo modo di comportarsi è molto diffuso, non solo tra coppie, ma anche tra amici e colleghi, un fenomeno che ha preso spazio poiché la comunicazione avviene in gran parte online.</p><h5>   <img decoding="async" class="wp-image-2302 alignleft" src="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2022/10/fantasma-300x300.jpg" alt="" width="172" height="172" srcset="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2022/10/fantasma-300x300.jpg 300w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2022/10/fantasma-1024x1021.jpg 1024w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2022/10/fantasma-150x150.jpg 150w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2022/10/fantasma-768x766.jpg 768w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2022/10/fantasma-1140x1137.jpg 1140w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2022/10/fantasma-75x75.jpg 75w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2022/10/fantasma.jpg 1203w" sizes="(max-width: 172px) 100vw, 172px" /><span style="color: #993366;"><strong>&#8220;D</strong></span><span style="color: #993366;"><strong>iventare un fantasma”</strong></span></h5><p>Ebbene sì!  Le persone codarde e insicure sono sempre esistite.</p><p>Non assumersi le proprie responsabilità, in un rapporto o in una relazione attraverso uno schermo o un cellulare, è molto più semplice.</p><p>Una scappatoia che, però, porta a conseguenze dolorose da non sottovalutare, sia per i malcapitati sia per i tormentatori.</p><p>Il ghosting (appunto fantasma), è una tattica aggressiva e immatura utilizzata da uomini e donne per concludere una relazione, ignorando ogni tipo di comunicazione e contatto con la persona con cui si stavano frequentando.</p><p>Sparire senza dare spiegazioni, non è una novità, è sempre esistito, tuttavia un fenomeno psicologico di questo tipo, nell’era di internet, è diventato sempre più virale e i più coinvolti sono sicuramente i giovani.</p><p>Questo perché i social consentono uno scambio di messaggi continuo, e talvolta eccessivo, anche in assenza di un rapporto reale tra le persone, ma soprattutto hanno eliminato la differenza che c’era un tempo tra sentirsi a distanza e parlarsi dal vivo.</p><p>Non sembra così anomalo, oggigiorno, comprendere quanto sia semplice e immediato non assumersi la responsabilità delle proprie azioni, oppure passare dal vedersi e sentirsi tutti i giorni al silenzio totale.</p><h6> </h6><h5><span style="color: #b968f7;"><strong>Ritornando a <em>Ella</em>…</strong></span></h5><p>La giovane donna si è ripresa in mano la sua vita partendo da lei. È stata la soluzione a quella situazione che la tormentava, ha riconosciuto che “<strong>non è una vittima</strong>”, ma che è solo caduta in una <a href="https://www.stefaniarusso.info/counseling/violenza-psicologica-emotiva/">dinamica tossica</a> e malsana di una persona che ha paura del confronto e del conflitto, ma soprattutto che lui stesso, molto probabilmente, ha paura dell’abbandono, si sente un insicuro e quindi non all’altezza.</p><p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2290" src="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2022/09/IMG_1439-e1666088576187-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2022/09/IMG_1439-e1666088576187-300x225.jpg 300w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2022/09/IMG_1439-e1666088576187.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><span style="color: #999999;">(foto di Alessandro Casale)</span></p><p>Dopo il percorso insieme, per <em>Ella</em> pensare al suo femminile è stato come il fluire nelle acque. Quell’energia purificante che scorre dentro di noi e che ci porta verso altri orizzonti e verso altri saperi, che ci rigenera e ci dà vita, per rifiorire giorno dopo giorno… si è data del tempo per i suoi hobby, uscire più spesso e frequentare nuove persone, ha iniziato un’attività fisica di gruppo, soprattutto ha lasciato andare l’uomo che la teneva ancora vincolata a lui.</p><h6> </h6><h6><strong>Come?</strong></h6><p>Interrompendo i contatti su tutti i social e chat online, non facile da fare e da accettare, ma necessario per liberarsi da queste persone che come, appunto, fantasmi si aggirano su queste piattaforme e ti fanno sentire sempre il loro <a href="https://www.stefaniarusso.info/counseling/violenza-psicologica-emotiva/">controllo emotivo</a>, che a tutti gli effetti non ti lascia vivere la tua serenità.</p><blockquote><h6 style="text-align: left;"><span style="color: #333399; font-size: 16px; letter-spacing: 0px;">&#8220;è stato come il fluire nelle acque. Quell’energia purificante che scorre dentro di noi che ci porta verso altri orizzonti e verso altri saperi, che ci rigenera e ci dà vita, per rifiorire giorno dopo giorno&#8221;</span></h6></blockquote><h5> </h5><h6> </h6><h6><span style="color: #000000;"><strong>Se hai avuto a che fare con il “fantasma” in questione, e senti il bisogno di stare bene e vivere la felicità che meriti, contatta un <a href="https://www.stefaniarusso.info/counseling/">professionista</a> che possa aiutarti.</strong></span></h6><h6>(Prossimamente troverete, sempre qui sul Blog, un articolo sul <strong><u>profilo del fantasma</u></strong>).</h6><p> </p><p> </p><pre><span style="color: #33cccc;"><em>"Un ringraziamento a colui che con le sue immagini ha reso vive le emozioni e il racconto della storia più autentico, con leggerezza ha dato valore all'esperienze vissute donando loro un corpo"</em>. <br />(foto di Alessandro Casale: "la Nebbia" per la cover e "il Bagno" per la citazione)</span></pre>								</div>
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		<title>Prof, ci si salva dalla D.A.D.?</title>
		<link>https://www.stefaniarusso.info/scuola-educazione/didattica-a-distanza-do-you-like/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 17:29:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola-Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[counseling]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È ormai un anno e mezzo che stiamo chiedendo agli studenti e agli insegnanti di ogni ordinamento scolastico come si può cambiare il modo di fare lezione, la scuola deve &#8220;essere a scuola&#8221;, non si può ancora chiedere che le case si trasformino in aule e luoghi di lavoro. &#8220;Questa casa (non) è una scuola&#8221;, uno slogan che possiamo leggere sui balconi delle case di molte città, che ci racconta il disagio.  Studenti, studentesse e insegnati che dibattono, animati da esigenze e bisogni diversi, chi vuole rientrare in presenza e chi vuole proseguire nella D.A.D., con motivazioni più disparate, in tanto… Se non ti adatti?!  Sei fuori!       In Italia, il numero dei ragazzi e ragazze sotto i 25 anni che non vanno oltre la terza media sono aumentati.  Pro e Contro della Didattica a Distanza la scuola online Nell&#8217;ultimo anno la demotivazione è aumentata notevolmente, non ci si collega più alle lezioni in remoto, scarsa la motivazione, ritardi e mancate consegne dei lavori comunemente chiamati &#8220;compiti&#8221;. Non c&#8217;è più differenza. Una casa che non è più il luogo di riposo, dove staccare la spina dopo una giornata a scuola. Abbiamo chiesto a studenti e studentesse della scuola secondaria di secondo grado ovvero delle scuole superiori cosa pensassero della didattica a distanza e se dopo un anno e mezzo ci si è adattati a questo modo di apprendere. L&#8217;abbandono scolastico precoce è causa e conseguenza del blocco dello sviluppo sociale; ritratto spietato di un paese che non riesce ad occuparsi delle nuove generazioni.  Sempre più spesso, a livello nazionale e internazionale, si parla con preoccupazione di abbandono scolastico precoce. Quanti studenti escono prima del tempo dal percorso di studio e formazione? La Didattica A Distanza in questo non ha aiutato a migliorare questo preoccupante fenomeno. Qual è il riscontro di voi ragazzi alla DAD? &#8220;La mattina era molto comodo alzarsi fare colazione e accendere direttamente il pc, ma il brutto veniva dopo, l&#8217;ansia per paura che la connessione non tenesse&#8221;    &#8220;Una delle cose più inquietanti era il rimandare nei tempi richiesti le verifiche scritte&#8221;   &#8220;Mi faceva stare male&#8230;sentire la diffidenza degli insegnanti, che spesso riversavano la loro frustrazione su di noi. Molti studenti, poiché tutto sembrava complicato, hanno abbandonato, chi è peggiorato nel rendimento e i più motivati sono riusciti ad andare avanti&#8230;sì ma si sono isolati completamente, tanto da volere per sempre la D.A.D.&#8221;   &#8220;Speravamo, dopo i primi mesi, che si sarebbe trovata una soluzione e invece anche tutto il 2021 lo abbiamo consumato a casa da remoto&#8230;ci mancano i compagni, l&#8217;intervallo nei corridoi e far tardi dopo l&#8217;uscita da scuola&#8221;. Come poter dare sostegno ai ragazzi dopo un cambiamento così importante? I percorsi di counseling scolastico possono dare un aiuto significativo in questi momenti difficili, contattare uno specialista può arginare il problema e dare il giusto supporto. Anche per i genitori non è stato un periodo facile, molte situazioni si sono complicate rendendo le relazioni familiari conflittuali, la comunicazione si è fatta più rara e molti i motivi di insofferenza. Possiamo farcela? Sì, insieme si può! Una valido aiuto lo possono dare le sessioni di Costellazioni Sistemiche Familiari, soprattutto in questo periodo che le dinamiche all&#8217;interno delle famiglie si sono complicate, dove la condivisione assidua degli spazi domestici, le hanno esasperate. Le Costellazioni Sistemiche Familiari portano alla luce meccanismi, non propriamente consapevoli che non danno la possibilità di trovare la serenità nei rapporti, facilitando le soluzioni.  Le soluzioni si possono trovare, per chi della D.A.D. non ne può più.</p>
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									<p>È ormai un anno e mezzo che stiamo chiedendo agli studenti e agli insegnanti di ogni ordinamento scolastico come si può cambiare il modo di fare lezione, la scuola deve &#8220;essere a scuola&#8221;, non si può ancora chiedere che le case si trasformino in aule e luoghi di lavoro.</p><p><b>&#8220;Questa casa (non) è una scuola&#8221;</b>, uno slogan che possiamo leggere sui balconi delle case di molte città, che ci racconta il disagio. </p><p>Studenti, studentesse e insegnati che dibattono, animati da esigenze e bisogni diversi, chi vuole rientrare in presenza e chi vuole proseguire nella D.A.D., con motivazioni più disparate, in tanto…</p>								</div>
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									<p style="text-align: center;"><span style="text-align: center; font-size: 2em; color: #542b78;"><span style="font-size: 1em;"><strong>Se non ti adatti?! </strong></span></span></p><p style="text-align: center;"><span style="color: #542b78;"><span style="text-align: center; font-size: 2em;"><span style="font-size: 1em;"><strong>Sei fuori!</strong></span></span><span style="text-align: center; font-size: 3em;"><span style="font-size: 1em;"><strong>  </strong></span></span></span></p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
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									<p> </p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 16px;">In Italia, il numero dei ragazzi e ragazze sotto i 25 anni che non vanno oltre la terza media sono aumentati. </span></p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default"><h2>Pro e Contro della Didattica a Distanza la scuola online</h2></h2>				</div>
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									<p>Nell&#8217;ultimo anno la demotivazione è aumentata notevolmente, non ci si collega più alle lezioni in remoto, scarsa la motivazione, ritardi e mancate consegne dei lavori comunemente chiamati &#8220;compiti&#8221;. Non c&#8217;è più differenza. Una casa che non è più il luogo di riposo, dove staccare la spina dopo una giornata a scuola.</p>
<p>Abbiamo chiesto a studenti e studentesse della scuola secondaria di secondo grado ovvero delle scuole superiori cosa pensassero della didattica a distanza e se dopo un anno e mezzo ci si è adattati a questo modo di apprendere.</p>								</div>
				</div>
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									<p>L<span style="color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight ); letter-spacing: 0px;">&#8216;abbandono scolastico precoce è causa e conseguenza del blocco dello sviluppo sociale; ritratto spietato di un paese che non riesce ad occuparsi delle nuove generazioni. </span></p><p>Sempre più spesso, a livello nazionale e internazionale, si parla con preoccupazione di abbandono scolastico precoce.</p><p style="text-align: center;"><span style="color: #501e69;"><strong><span style="font-size: 2em;"><span style="color: #800080;">Quanti studenti escono prima del tempo dal</span> <a style="color: #501e69;" href="https://www.stefaniarusso.info/consulenza-scolastica/">percorso di studio</a> <span style="color: #800080;">e</span> <a style="color: #501e69;" href="https://www.stefaniarusso.info/consulenza-di-orientamento/">formazione</a>?</span></strong></span></p><p><span style="color: #000000;">La Didattica A Distanza in questo non ha aiutato a migliorare questo preoccupante fenomeno.</span></p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
					</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default"><h2>Qual è il riscontro di voi ragazzi alla DAD?</h2></h2>				</div>
				</div>
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		</div>
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									<ul>
<li>&#8220;La mattina era molto comodo alzarsi fare colazione e accendere direttamente il pc, ma il brutto veniva dopo, l&#8217;ansia per paura che la connessione non tenesse&#8221;</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li> <span style="color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight ); letter-spacing: 0px;">&#8220;Una delle cose più inquietanti era il rimandare nei tempi richiesti le verifiche scritte&#8221;</span></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>&#8220;Mi faceva stare male&#8230;sentire la diffidenza degli insegnanti, che spesso riversavano la loro frustrazione su di noi. Molti studenti, poiché tutto sembrava complicato, hanno abbandonato, chi è peggiorato nel rendimento e i più motivati sono riusciti ad andare avanti&#8230;sì ma si sono isolati completamente, tanto da volere per sempre la D.A.D.&#8221;</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>&#8220;Speravamo, dopo i primi mesi, che si sarebbe trovata una soluzione e invece anche tutto il 2021 lo abbiamo consumato a casa da remoto&#8230;ci mancano i compagni, l&#8217;intervallo nei corridoi e far tardi dopo l&#8217;uscita da scuola&#8221;.</li>
</ul>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
					</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default"><h2>Come poter dare sostegno ai ragazzi dopo un cambiamento così importante?</h2></h2>				</div>
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									<p>I percorsi di <a href="https://www.stefaniarusso.info/counseling/">counseling scolastico</a> possono dare un aiuto significativo in questi momenti difficili, contattare uno specialista può arginare il problema e dare il giusto supporto.</p><p>Anche per i genitori non è stato un periodo facile, molte situazioni si sono complicate rendendo le relazioni familiari conflittuali, la comunicazione si è fatta più rara e molti i motivi di insofferenza.</p><p>Possiamo farcela? <span style="color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight ); letter-spacing: 0px;">Sì, insieme si può!</span></p><p>Una valido aiuto lo possono dare le sessioni di <a href="https://www.stefaniarusso.info/costellazioni-familiari-sistemiche/">Costellazioni Sistemiche Familiari</a>, soprattutto in questo periodo che le dinamiche all&#8217;interno delle famiglie si sono complicate, dove la condivisione assidua degli spazi domestici, le hanno esasperate.</p><p>Le Costellazioni Sistemiche Familiari portano alla luce meccanismi, non propriamente consapevoli che non danno la possibilità di trovare la serenità nei rapporti, facilitando le soluzioni.<span style="color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight ); letter-spacing: 0px;"> </span></p><p><span style="color: #ff6600;"><strong>Le soluzioni si possono trovare, per chi della D.A.D. non ne può più.</strong></span></p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
					</div>
		</section>
				</div>
		<div style="margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" class="sharethis-inline-share-buttons" data-url=https://www.stefaniarusso.info/scuola-educazione/didattica-a-distanza-do-you-like/></div><p>L'articolo <a href="https://www.stefaniarusso.info/scuola-educazione/didattica-a-distanza-do-you-like/">Prof, ci si salva dalla D.A.D.?</a> proviene da <a href="https://www.stefaniarusso.info">STEFANIA RUSSO</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La relazione ai tempi del coronavirus</title>
		<link>https://www.stefaniarusso.info/counseling/relazione-ai-tempi-coranovirus/</link>
					<comments>https://www.stefaniarusso.info/counseling/relazione-ai-tempi-coranovirus/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2020 10:27:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni sociali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stefaniarusso.info/?p=787</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160;</p>
<div style="margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" class="sharethis-inline-share-buttons" data-url=https://www.stefaniarusso.info/counseling/relazione-ai-tempi-coranovirus/></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefaniarusso.info/counseling/relazione-ai-tempi-coranovirus/">La relazione ai tempi del coronavirus</a> proviene da <a href="https://www.stefaniarusso.info">STEFANIA RUSSO</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>

<p>Una commessa di un supermercato l’altro giorno ha scritto un post, rispetto a <strong>clienti che vanno a fare la spesa tutti i giorni</strong> oppure entrano ogni due ore a comprare anche un solo prodotto… anche il più banale, anche <strong>senza protezione</strong>, mettendo così a rischio di contagio i dipendenti del negozio.</p>

<p>La commessa era indignata per il fatto che spesso i clienti si lamentano per le lunghe code, senza tener conto che non dipende dall&#8217;operatore dei reparti, ma è una regola dettata dalle ordinanze ministeriali.</p>



<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-898" src="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-min-1024x1024.jpg" alt="Le relazioni ai tempi del coronavirus" width="402" height="402" srcset="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-min-1024x1024.jpg 1024w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-min-300x300.jpg 300w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-min-150x150.jpg 150w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-min-768x768.jpg 768w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-min-1536x1536.jpg 1536w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-min-1140x1140.jpg 1140w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-min-75x75.jpg 75w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-min.jpg 2000w" sizes="(max-width: 402px) 100vw, 402px" /></figure>
</div>



<p>Da questo momento che passerà sicuramente alla storia, sto imparando tanto, soprattutto che c’è un “mondo”, di cui sapevo dell’esistenza ma che usavo e conoscevo molto poco.</p>



<p>Sapevate che esistono <strong>piattaforme/social media/canali di video comunicazione</strong> di ogni tipo? Fanno una cifra di cose e ne permettono altrettante…</p>



<p><em>Una vera “figata”</em> (si può dire qui?)?</p>



<p>Impossibile non perderci del tempo… e non parlo di qualche oretta. No no, non è una regressione dovuta alla mezz’età. ?</p>



<p>Ho dovuto semplicemente inventarmi qualcosa, perché come ormai sapete, sono una libera professionista che lavora incontrando le persone… un bel casino!??&#x200d;</p>





<p>&nbsp;</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-image-fill">
<figure class="wp-block-media-text__media" style="background-image: url('https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/sessioni-online-1.jpg'); background-position: 50% 50%;"><img loading="lazy" decoding="async" width="648" height="413" class="wp-image-930" src="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/sessioni-online-1.jpg" alt="consulenze online" srcset="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/sessioni-online-1.jpg 648w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/sessioni-online-1-300x191.jpg 300w" sizes="(max-width: 648px) 100vw, 648px" /></figure>
<div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-medium-font-size">Quindi <em>imparare</em> ad usare un modo nuovo per stare davanti all’<em>altro</em> con orecchie aperte e occhi attenti&#8230;</p>
</div>
</div>





<p>Certo… mancano olfatto e tatto, ma al momento ci facciamo bastare i primi due.?</p>



<p>Posso dire… che la fuga da casa, con espedienti di qualsiasi tipo (come andare al supermercato) è una questione molto diffusa.</p>



<p>Non si riesce a gestire la <em>noia </em>? (stoica e sana noia), perché quello che si ha non basta più… si è smesso di usare la “creatività”, quella che da bambini ti faceva fare tardi a cena, perché non ti accorgevi che si era già fatto buio.</p>



<p><em>Che dire?</em></p>



<p>Nel mio mestiere è vietato dare consigli… ??&#x200d;</p>



<p>Tuttavia abbiamo capito che vedere e sentire gli altri lo possiamo fare&#8230;al telefono, sul balcone o alla finestra, in videochat… </p>



<p>se dovessero mancare così tanto anche gli altri due sensi (olfatto ??e tatto??), potremmo iniziare con:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>abbracciare i nostri <strong>figli/e</strong>,</li>
<li>tornare a coccolare i nostri <strong>compagni/e</strong>,</li>
<li>accarezzare il <strong>gatto</strong> o il <strong>cane</strong>,</li>
<li>annusare i <strong>fiori</strong> nei vasi e rimestare la <strong>terra</strong>,</li>
<li>impastare <strong>farina</strong> &#8211; <strong>acqua</strong> e <strong>sale</strong> con un pizzico di <strong>lievito</strong>…</li>
</ul>



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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-916" src="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-altrevisioni.jpg" alt="Relazioni ai tempi del coronavirus: suggerimenti cosa fare" width="649" height="365" srcset="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-altrevisioni.jpg 2240w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-altrevisioni-300x169.jpg 300w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-altrevisioni-1024x576.jpg 1024w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-altrevisioni-768x432.jpg 768w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-altrevisioni-1536x864.jpg 1536w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-altrevisioni-2048x1152.jpg 2048w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/coronavirus-relazioni-altrevisioni-1140x641.jpg 1140w" sizes="(max-width: 649px) 100vw, 649px" /></figure>
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<p>&nbsp;</p>



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<figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="226" class="wp-image-935" src="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/online-shopping--300x226.jpg" alt="" srcset="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/online-shopping--300x226.jpg 300w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/07/online-shopping-.jpg 497w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
<div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-normal-font-size">Insomma! volendo c’è tanta roba&#8230;e se manca qualcosa??</p>



<p class="has-normal-font-size">… andate a comprarla al supermercato on-line! </p>
</div>
</div>



<p class="has-text-align-left has-normal-font-size"> </p>
<div style="margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" class="sharethis-inline-share-buttons" data-url=https://www.stefaniarusso.info/counseling/relazione-ai-tempi-coranovirus/></div><p>L'articolo <a href="https://www.stefaniarusso.info/counseling/relazione-ai-tempi-coranovirus/">La relazione ai tempi del coronavirus</a> proviene da <a href="https://www.stefaniarusso.info">STEFANIA RUSSO</a>.</p>
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		<title>Violenza psicologica ed emotiva: cos&#8217;è e come riconoscerla?</title>
		<link>https://www.stefaniarusso.info/counseling/violenza-psicologica-emotiva/</link>
					<comments>https://www.stefaniarusso.info/counseling/violenza-psicologica-emotiva/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2020 11:13:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[counseling]]></category>
		<category><![CDATA[violenza domestica]]></category>
		<category><![CDATA[violenza psicologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La violenza psicologica è molto comune e tuttavia pochi comprendono cos&#8217;è realmente. Infatti, non avendo i segni visibili della violenza fisica, può rimanere nascosta per anni. La violenza psicologica ed emotiva, tuttavia, può essere devastante tanto quanto quella fisica: può influenzare i tuoi pensieri, le tue emozioni, le tue azioni ed avere un importante impatto sulla tua vita. È una vera e propria forma di abuso che può distruggere le relazioni intime, le amicizie ed intaccare la relazione che hai con te stesso e la tua autostima (vale per ambo i sessi). Questa forma di violenza, verbale e non, si manifesta quando l’altro si impone su di te e ti fa sentire inadeguato in molte situazioni della vita. Minaccia la tua fiducia in te stesso e ti porta a dipendere da lui in molti modi, tra i quali il controllo, la coercizione, la manipolazione, il bullismo e/o la crudeltà verbale. I danni che porta possono essere enormi fino a far entrare la vittima in un vero e proprio incubo dal quale sembra impossibile uscire (si finisce per vivere un vero e proprio trauma psicologico prolungato). &#160; Quali sono i segnali a cui devi prestare attenzione? &#160; &#160; Umiliazione Negazione Critica &#160; &#160; Queste tattiche dell’aggressore hanno lo scopo di minare la tua autostima e si manifestano soprattutto a livello verbale. Ecco alcuni esempi: Usa dei nomignoli: utilizza parole offensive dandoti dello “stupido“, del “perdente” o del “fallito“. Fa Generalizzazioni: usa la parola “sempre” ad es. “sei sempre in ritardo, incapace, incasinato, sgradevole, e così via“. Urla: l’urlare e l’imprecare hanno lo scopo di intimidirti e farti sentire piccolo e irrilevante. Le urla possono essere accompagnate anche da pugni a cose o lanci di oggetti. Ti Ridicolizza: usa frasi atte a farti sentire incapace ad es. “so che ci provi, ma questo va oltre la tua comprensione.“ Ti Imbarazza in pubblico: espone i tuoi segreti o prende in giro le tue mancanze in pubblico. Fa del sarcasmo: quando ti lamenti o soffri risponde dicendo che sta scherzando e ti dice di smettere di prendere tutto così seriamente. Insulta il tuo aspetto: può insultare il tuo aspetto fisico, il tuo modo di vestire, parlare, camminare ecc. Sminuisce i tuoi interessi e i tuoi successi: potrebbe dirti che i tuoi hobby ed interessi sono solo una perdita di tempo infantile. Stessa cosa vale per tutti i risultati che hai raggiunto nella vita. Colpisce i tuoi punti deboli: chi ti fa violenza psicologica, una volta che è a conoscenza di ciò che ti infastidisce tende a ripeterlo costantemente. (Controllo e vergogna). Cercare di farti vergognare delle tue inadeguatezze è solo un’altra via per avere più potere. Ti minaccia: ti dice che se non fai ciò che vuole avrai brutte conseguenze. Ti tiene sotto controllo: vuole sapere ogni cosa che fai e dove sei in ogni momento. Ciò vale anche per le tue attività on-line e finanziarie. Ti dà ordini diretti: es. “portami la cena adesso!”; “vieni qui&#8230;adesso!” e si aspetta che tu esegua l’ordine. Ha scatti d’ira: se non fai ciò che ti dice la sua reazione è la rabbia esplosiva. Ti tratta come un bambino: ti dice cosa indossare, cosa e quanto mangiare, quando uscire o che persone frequentare. Usa gli altri per farti sentire a disagio: oltre all’umiliazione pubblica, chi usa violenza psicologica può dirti frasi come “tutti pensano tu abbia torto” o “tutti dicono che sbagli” per farti sentire in colpa o per manipolarti. Qual è lo scopo, perché lo fanno? Alcuni aspetti: Rifiuto: quando lo si respinge, lo si fa sentire inutile o senza valore, si toglie valore alle sue idee o emozioni, ci si rifiuta di aiutarlo. Disprezzo: sminuirlo, ridicolizzarlo, umiliarlo, fargli provare vergogna, criticarlo, insultarlo. Clima di terrore: minacciarlo di violenza fisica, o abbandono, o morte, o di distruggerli tutte le cose che ha, inserirlo in un ambiente caotico e pericoloso, punirlo se non corrisponde alle aspettative. Isolamento: isolarlo fisicamente e socialmente, limitando le sue opportunità di socializzare. Trascuratezza: essere disattenti ed ignorare i suoi bisogni emotivi, evitare il contatto e l’affetto fisico, trascurare le sue necessità primarie (bisogni educativi e di salute). Le scuse della vittima per negare la realtà Ci sono diversi ostacoli che possono impedire ad una vittima di violenza psicologica di cambiare la situazione. Vediamo quali sono le “scuse” che spesso la vittima usa per negare la realtà (consapevoli o meno): 1. “È normale, davvero” La violenza emotiva è molto comune. Ciò non significa che sia normale. Una relazione sana non deve comportare l’essere sminuiti, manipolati o controllati. 2. “È colpa mia, lo faccio impazzire” Queste situazioni sono caratterizzate dalla manipolazione psicologica: la vittima si sente costantemente in colpa. In una relazione sana entrambi i membri della coppia si prendono la responsabilità di cosa non funziona. 3. “Sta solo scherzando” Se sei costantemente soggetto a scherzi o a prese in giro che non tengono conto del tuo stato emotivo, si tratta di violenza non di gioco. 4. “È solo il suo modo di mostrare amore, so che in fondo mi ama” Se una persona fa cose carine e dolci un paio di volte al mese, ma ti critica o ti sminuisce ogni giorno, come può definirsi tutto ciò amore? 5. “Mi piace essere trattato/a in questo modo, se sono onesto/a” Triste, ma è così. Alcune vittime di violenza psicologica raggiungono un punto nel quale convincono loro stesse che sono felici della situazione. Questa frase deriva da un meccanismo di sopravvivenza ed è spesso il risultato di continue manipolazioni. Nessuno, se andiamo a fondo, ha piacere venire ferito ed umiliato La realtà è questa: Non ci sono scuse che reggono quando si tratta di violenza. La vittima tende spesso a minimizzare queste azioni: ma questo è un modo di affrontare la realtà di una situazione difficile che spesso porta a relazioni di abuso emotivo e psicologico di lunga durata. Spesso per ignoranza si pensa che la violenza sia solo tra adulti, e le vittime siano solo donne, invece vengono coinvolti ogni giorno: uomini, donne, anziani, adolescenti e bambini. Le dinamiche non sono solo marito su moglie ma anche:  moglie su marito; genitori su figli, figli su genitori, fidanzato su fidanzata, fidanzata su fidanzato, amica su amica, amico su amico; amico su amica; amica su amico. Quando non ti senti più la persona che eri un tempo o ti senti anche peggio di quando conoscevi il tuo partner, prendi la cosa seriamente. Molte vittime hanno paura di come il loro carnefice reagirà se solo provano a cambiare la situazione (spesso la minaccia di essere lasciati porta questi individui a reagire con maggiore violenza). Altre stanno in relazioni di abuso psicologico nella speranza che l’altro/a possa cambiare. Ciò avviene spesso nei casi di dipendenza affettiva. Cosa fare, come difendersi e come reagire alla violenza? Il modo migliore per difendersi dalle violenze psicologiche ed emotive è infatti quello di rendere prioritario il tuo benessere. Cosa fare per affrontare le violenze psicologiche ed emotive L’elemento principale da ricordare se vuoi affrontare una relazione violenta a livello psicologico è ammettere di averla. Se sei onesta rispetto a ciò che provi e che stai vivendo, puoi cominciare a riprendere il controllo della tua vita. L’elemento principale da ricordare se vuoi affrontare una relazione violenta a livello psicologico è ammettere di averla. Se sei onesta rispetto a ciò che provi e che stai vivendo, puoi cominciare a riprendere il controllo della tua vita. 1) Rendi la tua salute mentale ed emotiva una priorità SMETTI di preoccuparti di compiacere la persona che ti fa violenza. I tuoi bisogni emotivi sono la cosa più importante per te. Decidi di non rispondere alle violenze o di non entrare in discussioni inutili. Per riprendere in mano la tua vita, il primo e fondamentale step è quello di riconoscere ciò di cui hai bisogno e quanto vali. 2) Stabilisci dei confini chiari per uscire da questa situazione devi cominciare ad esigere rispetto. E avere il coraggio di dire frasi quali “Non puoi urlarmi più! Non devi insultarmi! Prenditi le tue responsabilità!“. Non si tratta solo di dire queste cose, ma anche di farle rispettare. Devi stabilire dei confini definiti e mantenerli saldi soprattutto per te stesso. 3) Smettila di incolparti. Accetta che la violenza non è colpa tua. Se ti ritrovi a vivere una relazione di questo tipo potresti pensare che c’è qualcosa di sbagliato in te. Potresti pensare che il problema vero sei tu. Non è così. La tua unica responsabilità è quella di vedere chiaramente la situazione e decidere cosa fare per ritrovare il tuo benessere. 4) Ricordati che non puoi “sistemare” l’altro. Nonostante i tuoi sforzi, non riuscirai mai a cambiare il tuo aggressore. Ricorda che non puoi controllare le sue azioni e non puoi essere incolpata/o per le sue scelte. Spesso chi fa violenza, infatti, è insicuro, ansioso o ha vari problemi di rabbia e incapacità di gestire le emozioni. 5) Evita di scusarti con il tuo aggressore In altre parole, se il tuo aggressore comincia a minacciarti, insultarti o mostra comportamenti violenti non dovresti cercare di dargli spiegazioni, comprende o scusarti per cose che non hai fatto. La cosa migliore è semplicemente _allontanarti. _ Continuare a giustificare lo porta solamente ad agire maggiore violenza anche in futuro. 6) Costruisci una rete di supporto So che spesso la tua tendenza è quella di nascondere ciò che avviene per proteggere il tuo aggressore, ma dovresti mettere te stesso in primo piano e parlare con qualcuno. Parlare con un amico fidato, membro della famiglia o anche un terapeuta può aiutarti a vedere la situazione da un’altra prospettiva. Passare del tempo con persone che ti vogliono bene e che ti supportano è fondamentale per sentirti una persona meno sola ed isolata. Non sempre sarà facile ascoltare cosa hanno da dirti, ma a volte è proprio la verità ad essere difficile da accettare. 7) Pensa ad un piano di uscita Se il tuo aggressore non ha intenzione di cambiare o lavorare sui suoi problemi, la miglior scelta che puoi fare è quella di pensare ad un modo di allontanarti. Se è possibile, taglia tutti i ponti. Rendi chiaro che è finita e non guardarti indietro. A seconda della situazione, però, ci sarà bisogno di fare dei passi per arrivare alla chiusura: prima di fare questa scelta è meglio discuterne con un amico fidato, un familiare o qualcuno a te vicino. Potresti anche voler trovare un professionista in grado di mostrarti un modo sano per concludere definitivamente questa brutta esperienza.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-spacer" style="height: 100px;" aria-hidden="true"> </div>



<p>La <strong>violenza psicologica</strong> è molto comune e tuttavia pochi comprendono cos&#8217;è realmente.</p>



<p>Infatti, non avendo i segni visibili della violenza fisica, può rimanere nascosta per anni.</p>



<p>La <a href="https://www.stefaniarusso.info/counseling/violenza-psicologica-emotiva/"><strong>violenza psicologica ed emotiva</strong></a>, tuttavia, può essere devastante tanto quanto quella fisica: può influenzare i tuoi pensieri, le tue emozioni, le tue azioni ed avere un importante impatto sulla tua vita.</p>



<p>È una vera e propria <strong>forma di abuso</strong> che può distruggere le relazioni intime, le amicizie ed intaccare la relazione che hai con te stesso e la tua autostima (vale per ambo i sessi).</p>



<p>Questa forma di violenza, verbale e non, si manifesta quando <strong>l’altro si impone su di te e ti fa sentire inadeguato</strong> in molte situazioni della vita.</p>



<p>Minaccia la tua fiducia in te stesso e ti porta a dipendere da lui in molti modi, tra i quali il controllo, la coercizione, la manipolazione, il bullismo e/o la crudeltà verbale.</p>



<p>I <strong>danni </strong>che porta possono essere enormi fino a far entrare la vittima in un vero e proprio incubo dal quale sembra impossibile uscire (si finisce per vivere un vero e proprio <strong>trauma psicologico</strong> prolungato).</p>



<p>&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono i segnali a cui devi prestare attenzione?</h2>



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<figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="510" height="340" class="wp-image-797" src="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/06/violenza-psicologica-decalogo.jpg" alt="" srcset="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/06/violenza-psicologica-decalogo.jpg 510w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/06/violenza-psicologica-decalogo-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></figure>
<div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-medium-font-size"><strong>Umiliazione</strong></p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Negazione</strong></p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Critica</strong></p>
</div>
</div>



<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Queste tattiche dell’aggressore hanno lo scopo di <strong>minare la tua autostima</strong> e si manifestano soprattutto a livello verbale.</p>



<p>Ecco alcuni esempi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Usa dei <strong>nomignoli</strong>: utilizza parole offensive dandoti dello “<strong>stupido</strong>“, del “<strong>perdente</strong>” o del “<strong>fallito</strong>“.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Fa <strong>Generalizzazioni</strong>: usa la parola “<strong>sempre</strong>” ad es. “sei sempre in ritardo, incapace, incasinato, sgradevole, e così via“.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Urla</strong>: l’urlare e l’imprecare hanno lo scopo di intimidirti e farti sentire piccolo e irrilevante. Le urla possono essere accompagnate anche da pugni a cose o lanci di oggetti.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ti <strong>Ridicolizza</strong>: usa frasi atte a farti sentire incapace ad es. “<strong>so che ci provi, ma questo va oltre la tua comprensione.</strong>“</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ti <strong>Imbarazza in pubblico</strong>: espone i tuoi segreti o prende in giro le tue mancanze in pubblico.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Fa del <strong>sarcasmo</strong>: quando ti lamenti o soffri risponde dicendo che sta scherzando e ti dice di smettere di prendere tutto così seriamente.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Insulta </strong>il tuo aspetto: può insultare il tuo aspetto fisico, il tuo modo di vestire, parlare, camminare ecc.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sminuisce </strong>i tuoi interessi e i tuoi successi: potrebbe dirti che i tuoi hobby ed interessi sono solo una perdita di tempo infantile. Stessa cosa vale per tutti i risultati che hai raggiunto nella vita.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Colpisce i tuoi punti deboli: chi ti fa violenza psicologica, una volta che è a conoscenza di ciò che ti infastidisce tende a ripeterlo costantemente. (<strong>Controllo e vergogna)</strong>. Cercare di farti vergognare delle tue inadeguatezze è solo un’altra via per avere più potere.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ti <strong>minaccia</strong>: ti dice che se non fai ciò che vuole avrai brutte conseguenze.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ti tiene <strong>sotto controllo</strong>: vuole sapere ogni cosa che fai e dove sei in ogni momento. Ciò <strong>vale anche per le tue attività on-line e finanziarie</strong>.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ti dà<strong> ordini diretti</strong>: es. “<strong>portami la cena adesso</strong>!”; “<strong>vieni qui&#8230;adesso</strong>!” e si aspetta che tu esegua l’ordine.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ha scatti d’<strong>ira</strong>: se non fai ciò che ti dice la sua reazione è la rabbia esplosiva.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ti tratta <strong>come un bambino</strong>: ti dice cosa indossare, cosa e quanto mangiare, quando uscire o che persone frequentare.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Usa gli altri per <strong>farti sentire a disagio</strong>: oltre all’umiliazione pubblica, chi usa violenza psicologica può dirti frasi come “<strong>tutti pensano tu abbia torto</strong>” o “<strong>tutti dicono che sbagli</strong>” <em>per farti sentire in colpa o per manipolarti</em>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è lo scopo, perché lo fanno?</h2>



<p>Alcuni aspetti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Rifiuto</strong>: quando lo si respinge, lo si fa sentire inutile o senza valore, si toglie valore alle sue idee o emozioni, ci si rifiuta di aiutarlo.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Disprezzo</strong>: sminuirlo, ridicolizzarlo, umiliarlo, fargli provare vergogna, criticarlo, insultarlo.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Clima di terrore</strong>: minacciarlo di violenza fisica, o abbandono, o morte, o di distruggerli tutte le cose che ha, inserirlo in un ambiente caotico e pericoloso, punirlo se non corrisponde alle aspettative.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Isolamento</strong>: isolarlo fisicamente e socialmente, limitando le sue opportunità di socializzare.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Trascuratezza</strong>: essere disattenti ed ignorare i suoi bisogni emotivi, evitare il contatto e l’affetto fisico, trascurare le sue necessità primarie (bisogni educativi e di salute).</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Le scuse della vittima per negare la realtà</h2>



<p>Ci sono diversi ostacoli che possono impedire ad una vittima di violenza psicologica di cambiare la situazione. <strong>Vediamo quali sono le “scuse” che spesso la vittima usa per negare la realtà </strong>(consapevoli o meno):</p>



<p><strong>1.</strong> “<strong>È normale, davvero”</strong></p>



<p>La violenza emotiva è molto comune. Ciò non significa che sia normale. Una relazione sana non deve comportare l’essere sminuiti, manipolati o controllati.</p>



<p><strong>2</strong>. <strong>“È colpa mia, lo faccio impazzire</strong>”</p>



<p>Queste situazioni sono caratterizzate dalla manipolazione psicologica: la vittima si sente costantemente in colpa. In una relazione sana entrambi i membri della coppia si prendono la responsabilità di cosa non funziona.</p>



<p><strong>3. “Sta solo scherzando”</strong></p>



<p>Se sei costantemente soggetto a scherzi o a prese in giro che non tengono conto del tuo stato emotivo, si tratta di violenza non di gioco.</p>



<p><strong>4. “È solo il suo modo di mostrare amore, so che in fondo mi ama”</strong></p>



<p>Se una persona fa cose carine e dolci un paio di volte al mese, ma ti critica o ti sminuisce ogni giorno, come può definirsi tutto ciò amore?</p>



<p><strong>5. “Mi piace essere trattato/a in questo modo, se sono onesto/a”</strong></p>



<p>Triste, ma è così. Alcune vittime di violenza psicologica raggiungono un punto nel quale convincono loro stesse che sono felici della situazione. Questa frase deriva da un meccanismo di sopravvivenza ed è spesso il risultato di continue manipolazioni.</p>



<p>Nessuno, se andiamo a fondo, ha piacere <strong>venire ferito ed umiliato</strong></p>



<p>La realtà è questa: <strong>Non ci sono scuse che reggono quando si tratta di violenza</strong>.</p>



<p>La vittima tende spesso a minimizzare queste azioni: ma questo è un modo di affrontare la realtà di una situazione difficile che spesso porta a relazioni di abuso emotivo e psicologico di lunga durata.</p>



<p>Spesso per ignoranza si pensa che la violenza sia solo tra adulti, e le vittime siano solo donne, invece vengono coinvolti ogni giorno: <strong>uomini, donne, anziani, adolescenti e bambini.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="426" class="wp-image-801" src="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/06/violenza-psicologica-decalogo-adolescenti.jpg" alt="" srcset="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/06/violenza-psicologica-decalogo-adolescenti.jpg 640w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/06/violenza-psicologica-decalogo-adolescenti-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p>Le dinamiche <strong>non sono solo</strong> <em>marito su moglie</em> ma anche:</p>



<p> <em>moglie su marito</em>; <em>genitori su figli</em>, <em>figli su genitori</em>, <em>fidanzato su fidanzata</em>, <em>fidanzata su fidanzato</em>, <em>amica su amica</em>, <em>amico su amico</em>; <em>amico su amica</em>; <em>amica su amico</em>.</p>



<p>Quando non ti senti più la persona che eri un tempo o ti senti anche peggio di quando conoscevi il tuo partner, <strong>prendi la cosa seriamente</strong>.</p>



<p>Molte vittime hanno paura di come il loro carnefice reagirà se solo provano a cambiare la situazione (spesso la minaccia di essere lasciati porta questi individui a reagire con maggiore violenza). Altre stanno in relazioni di abuso psicologico nella speranza che l’altro/a possa cambiare. Ciò avviene spesso nei casi di dipendenza affettiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa fare, come difendersi e come reagire alla violenza?</h2>



<p>Il modo migliore per difendersi dalle violenze psicologiche ed emotive è infatti quello di <strong>rendere prioritario il tuo benessere</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa fare per affrontare le violenze psicologiche ed emotive</h2>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right">
<figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="360" class="wp-image-619" src="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/03/ricostruire-se-stessa-dalla-violenza-domestica.jpg" alt="Violenza psicologica: ricominciare" srcset="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/03/ricostruire-se-stessa-dalla-violenza-domestica.jpg 640w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/03/ricostruire-se-stessa-dalla-violenza-domestica-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>
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<p class="has-normal-font-size">L’elemento principale da ricordare se vuoi affrontare una relazione violenta a livello psicologico è ammettere di averla. Se sei onesta rispetto a ciò che provi e che stai vivendo, puoi cominciare a riprendere il controllo della tua vita.</p>
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<p>L’elemento principale da ricordare se vuoi affrontare una relazione violenta a livello psicologico è ammettere di averla. Se sei onesta rispetto a ciò che provi e che stai vivendo, puoi cominciare a riprendere il controllo della tua vita.</p>



<p><strong>1) Rendi la tua salute mentale ed emotiva una priorità</strong></p>



<p>SMETTI di preoccuparti di compiacere la persona che ti fa violenza. I tuoi bisogni emotivi sono la cosa più importante per te. Decidi di non rispondere alle violenze o di non entrare in discussioni inutili. Per riprendere in mano la tua vita, il primo e fondamentale step è quello di riconoscere ciò di cui hai bisogno e quanto vali.</p>



<p><strong>2) Stabilisci dei confini chiari</strong></p>



<p>per uscire da questa situazione devi cominciare ad esigere rispetto. E avere il coraggio di dire frasi quali “Non puoi urlarmi più! Non devi insultarmi! Prenditi le tue responsabilità!“.</p>



<p>Non si tratta solo di dire queste cose, ma anche di farle rispettare. Devi stabilire dei confini definiti e mantenerli saldi soprattutto per te stesso.</p>



<p><strong>3) Smettila di incolparti. Accetta che la violenza non è colpa tua.</strong></p>



<p>Se ti ritrovi a vivere una relazione di questo tipo potresti pensare che c’è qualcosa di sbagliato in te. Potresti pensare che il problema vero sei tu. Non è così. La tua unica responsabilità è quella di vedere chiaramente la situazione e decidere cosa fare per ritrovare il tuo benessere.</p>



<p><strong>4) Ricordati che non puoi “sistemare” l’altro.</strong></p>



<p>Nonostante i tuoi sforzi, non riuscirai mai a cambiare il tuo aggressore.</p>



<p>Ricorda che non puoi controllare le sue azioni e non puoi essere incolpata/o per le sue scelte. Spesso chi fa violenza, infatti, è insicuro, ansioso o ha vari problemi di rabbia e incapacità di gestire le emozioni.</p>



<p><strong>5) Evita di scusarti con il tuo aggressore</strong></p>



<p>In altre parole, se il tuo aggressore comincia a minacciarti, insultarti o mostra comportamenti violenti non dovresti cercare di dargli spiegazioni, comprende o scusarti per cose che non hai fatto. La cosa migliore è semplicemente _allontanarti. _ Continuare a giustificare lo porta solamente ad agire maggiore violenza anche in futuro.</p>



<p><strong>6) Costruisci una rete di supporto</strong></p>



<p>So che spesso la tua tendenza è quella di nascondere ciò che avviene per proteggere il tuo aggressore, ma dovresti mettere te stesso in primo piano e parlare con qualcuno.</p>



<p>Parlare con un amico fidato, membro della famiglia o anche un terapeuta può aiutarti a vedere la situazione da un’altra prospettiva. Passare del tempo con persone che ti vogliono bene e che ti supportano è fondamentale per sentirti una persona meno sola ed isolata.</p>



<p><em>Non sempre sarà facile ascoltare cosa hanno da dirti, ma a volte è proprio la verità ad essere difficile da accettare.</em></p>



<p><strong>7) Pensa ad un piano di uscita</strong></p>



<p>Se il tuo aggressore non ha intenzione di cambiare o lavorare sui suoi problemi, la miglior scelta che puoi fare è quella di pensare ad un modo di allontanarti.</p>



<p>Se è possibile, taglia tutti i ponti. Rendi chiaro che è finita e <a href="https://www.stefaniarusso.info/counseling/forza-e-determinazione-per-essere-liberi-dalla-violenza/"><strong>non guardarti indietro</strong></a>.</p>



<p>A seconda della situazione, però, ci sarà bisogno di fare dei passi per arrivare alla chiusura: prima di fare questa scelta è meglio discuterne con un amico fidato, un familiare o qualcuno a te vicino.</p>



<p>Potresti anche voler<a href="https://www.linkedin.com/in/stefaniarussoinfo/"> trovare un professionista</a> in grado di mostrarti un modo sano per concludere definitivamente questa brutta esperienza.</p>
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		<title>Tu&#8230; un esempio di forza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefy_master]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2019 16:56:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[counseling]]></category>
		<category><![CDATA[violenza domestica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Donne alla ricerca di sé stesse A tutti è capitato di affrontare momenti difficili, giorni in cui la vita stessa ti mette alla prova, ponendoti davanti degli ostacoli. Ogni tanto mi capita di imbattermi in storie straordinarie di persone che, nonostante abbiano incontrato grandi difficoltà, sono riuscite a superare scogli, che sarebbero sembrati insormontabili quasi a chiunque, e a trasformare la loro debolezza in forza, diventando un esempio. Tendo a dare grande valore agli esempi personali d’individui che sono riusciti ad affrontare e superare enormi difficoltà e limitazioni nella loro vita: queste persone hanno avuto e continuano ad avere su di me un effetto forte. Una storia di violenza domestica Come la storia di MG, una donna che si è sentita ascoltata dopo anni di violenza domestica. Nel percorso durato circa un anno sono emersi i suoi bisogni: voler migliorare il suo aspetto, cercare un lavoro adatto a lei e alle sue capacità, poiché come casalinga non era riconosciuta, soprattutto dai suoi familiari. Con i primi risultati del suo volere il cambiamento, l’autostima ha iniziato a crescere. Sostenuta in questo suo progetto: come rivedere e aggiornare il suo curriculum vitae, iscriversi ad un corso, rivedere il suo aspetto fisico per affrontare il mondo del lavoro, fuori dalle mura di casa. La cura dell&#8217;aspetto fisico per ritrovare sicurezza Sì, l’aspetto… per quanto possa sembrare frivolo e di sola apparenza, è stato un valido aiuto, ha favorito la sicurezza in sé stessa e il guardarsi allo specchio non è più stato fonte di frustrazione. &#160; Spesso la donna maltrattata sente: la non riconoscenza del suo essere donna; l’inadeguatezza rispetto agli altri e alla società, di non riuscire a ritrovarsi, di non riconoscersi allo specchio, “non piacersi…non piacere”. Il miglioramento personale è una crescita, ma per quanto si possa pensare non è un percorso lineare e la strada verso i traguardi non sempre è asfaltata. &#160; Ci saranno momenti di stallo, si andrà incontro a periodi fatti di alti e bassi; ricordati che ciò che conta è l’insieme e non le singole giornate. Non permettere alle sconfitte di determinare la direzione della tua vita… chiedi aiuto se senti di non farcela.</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Donne alla ricerca di sé stesse</h2>



<p>A tutti è capitato di affrontare <strong>momenti difficili,</strong> giorni in cui la vita stessa ti mette alla prova, ponendoti davanti degli <strong>ostacoli.</strong></p>



<p>Ogni tanto mi capita di imbattermi in <strong>storie straordinarie</strong> di persone che, nonostante abbiano incontrato grandi difficoltà, sono riuscite a superare scogli, che sarebbero sembrati insormontabili quasi a chiunque, e a<strong> trasformare la loro debolezza in forza</strong>, diventando un esempio<strong>.</strong></p>



<p>Tendo a dare grande valore agli esempi personali d’individui che sono riusciti ad <strong>affrontare e superare</strong> enormi <strong>difficoltà e limitazioni</strong> nella loro vita: queste persone hanno avuto e continuano ad avere su di me un effetto forte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una storia di violenza domestica</h2>



<p>Come la storia di MG, una donna che si è sentita ascoltata dopo anni di <strong>violenza domestica</strong>. Nel percorso durato circa un anno <strong>sono emersi i suoi bisogni</strong>: voler migliorare il suo aspetto, cercare un lavoro adatto a lei e alle sue capacità, poiché come casalinga non era riconosciuta, soprattutto dai suoi familiari.</p>



<p>Con i primi risultati del suo volere il <strong>cambiamento</strong>, l’autostima ha iniziato a crescere.</p>



<p>Sostenuta in questo suo <em>progetto</em>: come rivedere e aggiornare il suo <em>curriculum vitae</em>, iscriversi ad un corso, rivedere il suo aspetto fisico per affrontare il mondo del lavoro, fuori dalle mura di casa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La cura dell&#8217;aspetto fisico per ritrovare sicurezza</h3>



<div class="wp-block-image is-style-default">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-497" src="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/03/donna-prendersi-cura-di-se.jpg" alt="Donna prendersi cura di sé" width="249" height="166" srcset="https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/03/donna-prendersi-cura-di-se.jpg 640w, https://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2020/03/donna-prendersi-cura-di-se-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 249px) 100vw, 249px" /></figure>
</div>



<p>Sì, l’aspetto… per quanto possa sembrare frivolo e di sola apparenza, è stato un valido aiuto, ha favorito la <strong>sicurezza in sé stessa</strong> e il guardarsi allo specchio non è più stato fonte di frustrazione.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Spesso la donna maltrattata sente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la non riconoscenza del suo essere donna;</li>
<li>l’inadeguatezza rispetto agli altri e alla società, di non riuscire a ritrovarsi, di non riconoscersi allo specchio, “non piacersi…non piacere”.</li>
</ul>



<p>Il <strong>miglioramento personale</strong> è una crescita, ma per quanto si possa pensare non è un <strong>percorso lineare</strong> e la strada verso i traguardi non sempre è asfaltata.</p>



<p>&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Ci saranno momenti di stallo, si andrà incontro a periodi fatti di <em>alti</em> e<em> bassi;</em> ricordati che ciò che conta è <em>l’insieme </em>e non le singole giornate.</p>
</blockquote>



<p class="has-medium-font-size">Non permettere alle sconfitte di determinare la direzione della tua vita…</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>chiedi aiuto se senti di non farcela</strong>.</p>
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		<title>Il counseling come accoglienza dell&#8217;altro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefy_master]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2019 15:52:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[counseling]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;accoglienza non è mai a senso unico Spesso si pensa che l’accoglienza debba essere un’iniziativa dovuta al padrone di casa e che sia a senso unico. In verità, quando i profughi eritrei sono arrivati nella città di Sesto San Giovanni, selezionati nei campi in Etiopia, all&#8217;interno del progetto Corridoi Umanitari, hanno ricambiato ben presto quell&#8217;ospitalità, condividendo un pezzo d’Himbaschia e una tazza di tè, con un sorriso.   Il senso dell&#8217;Accogliere per me Uno dei valori primi del counseling è l&#8217;accoglienza e l&#8217;Accogliere ha assunto un altro sapore: ho sentito che la mia responsabilità fosse sempre meno simile ad un mio &#8220;dovere&#8220;. Questo perché ho sentito che non era più solo una cosa mia, che toccava a me. Si trattava di vedere ed essere vista, ascoltare ed essere ascoltata. Certo le difficoltà legate alla lingua inizialmente hanno facilitato poco la comunicazione, ma l’essere umano non nasce “parlante”: il linguaggio si è arricchito di gesti e suoni spesso divertenti, creando così &#8220;sim-patia&#8221; nel senso di &#8220;provare insieme&#8221;. È così che è nata la relazione. Costruire Fiducia e Condivisione Costruita e voluta da entrambe le parti, la relazione è fatta di cose concrete e quotidiane e in mezzo c’è la fiducia come conquista fatta a piccoli passi: il passato non sempre fa sconti sulla sofferenza e il presente ne paga spesso le spese la condivisione anche quando non si ha nulla da condividere&#8230; nulla di materiale si intende. Penso alle tante storie condivise e raccontate durante la lezione di italiano davanti a un mappamondo. Racconti che parlano di abbandoni, dolore (intendo anche quello fisico), paure, ma anche aneddoti felici di chi ce l’ha fatta. Tante emozioni… le tue&#8230; le sue&#8230;   Il rispetto della diversità: i profughi un patrimonio di ricchezza Rispettare la diversità è vero è più facile da dire che da fare. Noi però i pregiudizi li abbiamo individuati e tirati fuori subito: quegli odori sconosciuti, il modo di fare il caffè servendolo sul pavimento, il mangiare con le mani in un piatto unico. Ci siamo mai chiesti come una persona che viene da questi paesi e da queste tradizioni guarda noi? Anche le nostre abitudini sono sembrate a loro inutili o assurde, come ad esempio usare il tovagliolo o così tante posate, per non parlare della criptica raccolta differenziata. Sì, è vero le differenze ci sono e non sono poche, ma è piacevole e arricchente osservare queste persone nei loro rituali. Ed è facile e veloce imparare a rispettarli e sai che non cambieranno quei gesti, quelle abitudini, perché fanno parte della loro cultura, della loro identità, che non possono e non vogliono dimenticare perché senza sarebbero persi.   Il progetto dell&#8217;Accoglienza come per-corso Questo progetto io l&#8217;ho chiamato per-corso perché i destinatari non sono solo “i nostri ragazzi” (come li chiamiamo tra noi operatori). Qui stiamo imparando tutti e vorrei che questo mio dire non fosse scambiato per retorica, ma per impegno&#8230; non facile per molti aspetti: mettersi in gioco davanti a realtà nuove, superare gli stereotipi, mettere da parte i pre-giudizi nostri e loro; la difficoltà della comunicazione non sempre adeguata, che rende faticosa la cooperazione, il tempo visto come “nemico” per il raggiungimento degli obiettivi preposti e tanto altro… Insomma molta strada si dovrà ancora fare, ma se terremo ben presente il valore dell’ideale che ci ha coinvolti, le difficoltà saranno più sopportabili e molte saranno le soddisfazioni, perché non stiamo camminando da soli.   Se ti va lasciami un tuo commento&#8230;</p>
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<h2>L&#8217;accoglienza non è mai a senso unico</h2>
<p>Spesso si pensa che l’<strong>accoglienza</strong> debba essere un’iniziativa dovuta al <em>padrone di casa</em> e che sia a senso unico. In verità, quando i <strong>profughi eritrei</strong> sono arrivati nella città di <em>Sesto San Giovanni</em>, selezionati nei campi in Etiopia, all&#8217;interno del <a href="https://www.santegidio.org/pageID/30112/langID/it/CORRIDOI-UMANITARI.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">progetto Corridoi Umanitari</a>, hanno ricambiato ben presto quell&#8217;ospitalità, condividendo un pezzo d’<a href="https://www.elle.com/it/cucina/gourmet/a26319836/pane-eritreo-himbasha-ricetta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Himbaschia</a> e una tazza di tè, con un sorriso.</p>
<p> </p>
<h2>Il senso dell&#8217;Accogliere per me</h2>
<p>Uno dei valori primi del <a href="http://www.stefaniarusso.info/il-counseling/">counseling</a> è l&#8217;accoglienza e l&#8217;Accogliere ha assunto un altro sapore: ho sentito che la mia responsabilità fosse sempre meno simile ad un mio &#8220;<em>dovere</em>&#8220;. Questo perché ho sentito che non era più solo una cosa mia, che toccava a me. Si trattava di vedere ed essere vista, ascoltare ed essere ascoltata. Certo le difficoltà legate alla lingua inizialmente hanno facilitato poco la comunicazione, ma l’essere umano non nasce “parlante”: il linguaggio si è arricchito di gesti e suoni spesso divertenti, creando così &#8220;sim-patia&#8221; nel senso di &#8220;provare insieme&#8221;.</p>
<blockquote>
<p>È così che è nata la relazione.</p>
</blockquote>
<figure id="attachment_310" aria-describedby="caption-attachment-310" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-310" title="Profughi Etiopia a Sesto San Giovanni" src="http://www.stefaniarusso.info/wp-content/uploads/2019/04/profughi-etiopia-relazione-300x177.jpg" alt="Profughi Etiopia a Sesto San Giovanni" width="510" height="301" /><figcaption id="caption-attachment-310" class="wp-caption-text">Profughi Etiopia a Sesto San Giovanni</figcaption></figure>
<h2>Costruire Fiducia e Condivisione</h2>
<p>Costruita e voluta da entrambe le parti, la relazione è fatta di cose concrete e quotidiane e in mezzo c’è</p>
<ul>
<li>la <strong>fiducia</strong> come conquista fatta a piccoli passi: il passato non sempre fa sconti sulla sofferenza e il presente ne paga spesso le spese</li>
<li>la <strong>condivisione</strong> anche quando non si ha nulla da condividere&#8230; nulla di materiale si intende.</li>
</ul>
<p>Penso alle tante storie condivise e raccontate durante la lezione di italiano davanti a un mappamondo. Racconti che parlano di abbandoni, dolore (intendo anche quello fisico), paure, ma anche aneddoti felici di chi ce l’ha fatta. Tante emozioni… le tue&#8230; le sue&#8230;</p>
<p> </p>
<h2>Il rispetto della diversità: i profughi un patrimonio di ricchezza</h2>
<p>Rispettare la diversità è vero è più facile da dire che da fare. Noi però i pregiudizi li abbiamo individuati e tirati fuori subito: quegli odori sconosciuti, il modo di fare il caffè servendolo sul pavimento, il mangiare con le mani in un piatto unico.</p>
<p>Ci siamo mai chiesti come una persona che viene da questi paesi e da queste tradizioni guarda noi? Anche le nostre abitudini sono sembrate a loro inutili o assurde, come ad esempio usare il tovagliolo o così tante posate, per non parlare della criptica raccolta differenziata.</p>
<p>Sì, è vero le differenze ci sono e non sono poche, ma è piacevole e <i>arricchente </i>osservare queste persone nei loro rituali. Ed è facile e veloce imparare a rispettarli e sai che non cambieranno quei gesti, quelle abitudini, perché fanno parte della loro cultura, della loro identità, che non possono e non vogliono dimenticare perché senza sarebbero persi.</p>
<p> </p>
<h2>Il progetto dell&#8217;Accoglienza come per-corso</h2>
<p>Questo progetto io l&#8217;ho chiamato per-corso perché i destinatari non sono solo “i nostri ragazzi” (come li chiamiamo tra noi operatori). Qui stiamo imparando tutti e vorrei che questo mio dire non fosse scambiato per retorica, ma per impegno&#8230; non facile per molti aspetti: mettersi in gioco davanti a realtà nuove, superare gli stereotipi, mettere da parte i pre-giudizi nostri e loro; la difficoltà della comunicazione non sempre adeguata, che rende faticosa la cooperazione, il tempo visto come “nemico” per il raggiungimento degli obiettivi preposti e tanto altro…</p>
<p>Insomma molta strada si dovrà ancora fare, ma se terremo ben presente il valore dell’ideale che ci ha coinvolti, le difficoltà saranno più sopportabili e molte saranno le soddisfazioni, perché non stiamo camminando da soli.</p>
<p> </p>
<h2>Se ti va lasciami un tuo commento&#8230;</h2><div style="margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" class="sharethis-inline-share-buttons" data-url=https://www.stefaniarusso.info/accoglienza/counseling-come-accoglienza/></div><p>L'articolo <a href="https://www.stefaniarusso.info/accoglienza/counseling-come-accoglienza/">Il counseling come accoglienza dell&#8217;altro</a> proviene da <a href="https://www.stefaniarusso.info">STEFANIA RUSSO</a>.</p>
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